Il sapore delle tradizioni

Casali di Faicchio: la Betlemme del Sannio

“Gli uomini si dividono in uomini d’amore e uomini di libertà, a seconda se preferiscono vivere abbracciati l’uno con l’altro oppure preferiscono vivere da soli per non essere scocciati. […] Come si fa a riconoscere se un uomo è o non è un uomo di libertà? È semplicissimo: l’uomo di libertà preferisce l’albero di Natale; l’uomo d’amore invece preferisce il Presepe.” (Tratto da Così parlò Bellavista di Luciano De Crescenzo). 

L’albero di Natale ha sicuramente il suo fascino: ci sono quelli più eleganti e quelli più pacchiani, quelli piccini e quelli giganti…ma al di là di questi particolari, ciò che rende unico questo simbolo natalizio sono le luci che fanno illuminare di gioia i bambini, sia quelli piccoli sia quelli divenuti ormai adulti come me. Amo ad esempio passeggiare per le strade del paese e curiosare se dalle finestre si intravedano gli alberi con le lucine tutte colorate.

Ma il presepe è un’altra cosa…le luci diventano più soffuse e l’atmosfera più intima nonostante la vivacità dei pastori che per magia sembrano prendere vita. Mi è sempre piaciuto osservarli e pensare che improvvisamente potessi chiacchierare con la lavandaia o la signora che cammina con le uova nel paniere oppure entrare nella piccola locanda e mangiare in compagnia. Tuttavia, il mio personaggio preferito è il pastore che dorme, con il calore delle morbide pecore, nella vallata di una montagna e non vuole essere disturbato… forse sono anche io una donna di libertà!

Perdonatemi questi sentimentalismi ma il presepe è arte e in quanto tale mi suscita molte emozioni, soprattutto la nostalgia dell’infanzia. Ricordo che per le strade riecheggiavano i suoni antichi degli zampognari che arrivavano dagli Appennini del dimenticato Molise ed era bello accogliere o essere accolti dal vicinato per ascoltare insieme la novena e contemplare il presepe. Oggi solo jazz natalizio in filodiffusione per le avenue delle piccole e grandi città.

Per chi ama il presepe e vuole essere catapultato in questo mondo mitico, non c’è bisogno di chiedere ad una macchina del tempo di percorrere 2000 anni e tanti chilometri per raggiungere la Terra Santa, basta andare a Casali di Faicchio, la Betlemme del Sannio.

Antica stalla
Bottega del fornaio

PRESEPE VIVENTE

Tra le “vittime” del coronavirus del 2020 c’è anche il Presepe vivente di Casali, frazione del comune di Faicchio, che quest’anno avrebbe festeggiato il suo 25°anniversario. Il borgo storico nel mese  di dicembre fa da scenario all’evento della natività e attira numerosi visitatori che giungono in questo luogo  per vivere la magia di un lontano passato ed accogliere il messaggio di speranza che ogni anno si rinnova in occasione del Natale.

Entrati nel borgo si compie un vero viaggio indietro nel tempo che permette di rivivere  la suggestiva atmosfera di Betlemme:  gli antichi mestieri rianimano i vicoli del borgo e persino il danaro è quello di un tempo. All’ingresso infatti, si può ritirare ai Cambiavalute il “denario”, la moneta antica coniata apposta per la manifestazione.

I denari
Erborista

Lungo il percorso ci sono i pastori, con suggestivi abiti d’epoca, che ti ricevono con le movenze tipiche del loro antico mestiere:  contadini che battono il grano a mano con un  preciso rituale collettivo, massaie intente nei lavori domestici,  lavandaie ridenti e generose, il ciabattino con l’incalzante ticchettio dei suoi arnesi, il fabbro riscaldato dal fuoco delle sue fornaci, il falegname nella bottega pittoresca, il fornaio e il suo pane caldo, il fruttivendolo con la sua bancarella vivace e tanti altri artigiani…

Lavandaie
Rito battitura del grano
Artigiano del legno

C’è poi l’erborista con le sue essenze profumate e le deliziose locande dove si possono degustare i prodotti tipici locali. Ci sono aree ristoro dove comodamente si può consumare un pasto caldo oppure si può stuzzicare durante la passeggiata con frittelle cotte e mangiate, mandarini odorosi, castagne, del buon formaggio e dell’ottimo vino. Si possono inoltre visitare le cantine del posto e l’antico frantoio del paese costruito con travi in legno e macigni di pietra…una vera opera d’arte!

Caldarroste
Peccati di gola

Ma parliamo adesso dei personaggi emblematici del presepe: 

Erode nel suo palazzo in compagnia di donne bellissime con veli danzanti e dall’irresistibile fascino orientale. I Re Magi dagli abiti preziosi, con mantelli colorati e ricchi doni siedono in un’area dove viene ricreata una scenografia dall’atmosfera un po’ esotica con cammelli e palme giganti. Ed è qui che pazientemente si lasciano fotografare perché ognuno  abbia la propria foto ricordo del Presepe Vivente di Casali di Faicchio. 

I Re Magi
Palazzo di Erode

Arriviamo infine davanti alla Grotta della Natività, una scena semplice ma con un forte carico emozionale. A fare da cornice alle figure di Maria, San Giuseppe e il piccolo Gesù, un bambino tenerissimo, ci sono il bue e l’asinello. Il respiro dei due animali riscalda la grotta e con la loro indole mansueta regalano tanta serenità. In sottofondo le note degli zampognari, la luce intensa della  Stella Cometa e il cielo delle fredde notti d’inverno creano un clima fiabesco ed è tutto meraviglioso!

Grotta della Natività
Zampognaro

L’augurio per questo Natale è che sia di vera rinascita: che si possa presto rivivere l’emozione di abbracciare gli amici e magari di incontrarci il prossimo anno tra le stradine di questo splendido borgo. 

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