Borghi

Il Carnevale: dalle origini alla cucina

La storia

La parola ‘Carnevale’ deriva dal latino carnem levare che vuol dire ‘eliminare la carne’, poiché anticamente il banchetto si teneva il martedì grasso prima del digiuno della Quaresima (periodo in cui ci si astiene dal consumo della carne). Questa festa ha origini molto antiche ed incerte, che sembrano risalire all’epoca greco-romana durante il quale si tenevano cerimonie pagane in onore del dio Saturno, per propiziare l’inizio dell’anno agricolo. Durante queste feste ci si mascherava e ci si abbandonava ai piaceri dei sensi, mangiando, bevendo e divertendosi. Nel Medioevo i festeggiamenti furono mantenuti simili a quelli greco-romani, con la differenza che essi terminavano con il processo di un fantoccio come simbolo di espiazione dei mali commessi durante l’anno. Questi festeggiamenti sregolati, successivamente, non furono ben visti dalla Chiesta, che cercò in qualche modo di ridimensionarli. Così, il Carnevale cominciò ad essere rappresentato da compagnie di attori in maschera che a partire dal Cinquecento si esibivano nelle corti dei nobili.  

Arlecchino e Pulcinella: due facce della stessa medaglia

Arlecchino e Pulcinella, sebbene indossassero due costumi e modi di esprimersi diversi sono molto simili, sia per lo status sociale di appartenenza che per il rapporto che intercorre tra i due: il primo rappresenta il buono, il secondo il sfrontato e chiacchierone.

La storia di Arlecchino

Arlecchino era un bambino bergamasco che viveva in povertà con la sua mamma. Per Carnevale la sua scuola organizzò una festa durante la quale tutti i bambini avrebbero dovuto vestirsi in maschera. Arlecchino, purtroppo, non poteva permettersi una maschera, così la mamma chiese agli altri bambini un pezzo di stoffa tagliata dal loro vestito. In questo modo venne fuori il coloratissimo vestito di Arlecchino.

La storia di Pulcinella

La maschera di Pulcinella è tipicamente napoletana e le sue origini si avvolgono nella nube del mistero. Secondo alcune fonti il nome Pulcinella deriverebbe da ‘piccolo pulcino’ con riferimento al suo naso a becco. Secondo altre fonti, invece, Pulcinella deriva da Puccio d’Aniello, un attore di Acerra che nel Seicento si unì come buffone ad una compagnia di girovaghi del suo paese. Secondo altri ancora, la maschera di Pulcinella si ispirava alla maschera atellana di Maccus.

Sfizi culinari

Vogliamo lasciarvi, dopo aver letto questo breve e simpatico articolo, la nostra borgoricetta, tutta carnevalesca: le chiacchiere.

INGREDIENTI

  • 500 g di farina di tipo 00
  • 100 ml latte
  • 70 g di zucchero
  • 2 uova
  • 20 g burro
  • 20 g di liquore strega
  • 1 scorza di limone
  • Sale
  • Semi di arachide per friggere
  • Zucchero a velo

PROCEDIMENTO

  • Unire in una terrina: la farina, il burro, le uova, il latte, il liquore, lo zucchero ed un pizzico di sale.
  • Impastare fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo che andrà avvolto nella pellicola trasparente e messo a riposare in frigo per almeno 30 minuti.
  • Dividere l’impasto in tanti pezzi e stendere ogni pezzo formando dei rettangoli (sarebbe meglio se ogni rettangolo venisse steso col tirapasta).
  • Tagliare le chiacchiere con una rondella.
  • Friggere le chiacchiere nell’olio caldo, scolarle e lasciarle raffreddare.
  • Infine cospargerle di zucchero a velo e servirle.

Vi auguriamo un buon Carnevale!

Ilaria P.

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