Borghi

Montesarchio-La nuova Caudium

Montesarchio per me era solo un borgo della valle caudina, ma Carla e Mario, con il loro entusiasmo e la loro passione per i borghi, ci affascinarono fino al punto di “calendarizzare” questa meta.

Era una domenica pomeriggio di pieno inverno, decidemmo, nonostante il tempo non proprio favorevole, di andare alla scoperta di questo nuovo paese del beneventano, ai piedi del monte Taburno.

Da lontano era già ben visibile la parte alta del borgo, la collina, sulla quale dominano maestosi la torre e il vicino castello.

Arrivati sopra la collina ci dirigemmo subito verso la torre dove fummo accolti da guide volontarie. La torre è costituita da due corpi cilindrici, rimaneggiata nel corso della storia dai vari conquistatori che si sono susseguiti. Le origini risalgono al VII secolo, quando era costituita solo dal corpo centrale, realizzato come torre di avvistamento, per necessità belliche contro l’esercito di Carlo Magno. Altre modifiche hanno interessato la torre nel tempo, cambiamenti che l’hanno vista ampliarsi per renderla più efficiente nell’utilizzo dell’artiglieria da guerra: infatti sono ancora oggi ben visibili le aperture sui due cilindri. Le ultime modifiche risalgono invece all’epoca borbonica, che vede la torre diventare un carcere politico, che ha avuto come prigioniero il patriota Carlo Poerio. Proprio da quella che fu la sua cella si può godere di una vista mozzafiato del monte Taburno e dell’intera vallata.

Vista panoramica

Purtroppo uscimmo dalla torre con un briciolo di rammarico per non aver visto il cratere di Assteas, il ratto di Europa, definito il cratere più bello del mondo, momentaneamente non esposto nella torre.

Ci dirigemmo poi al vicino castello dove è situato, al primo piano il Museo Archeologico del Sannio Caudino, che ospita numerosi ritrovamenti archeologici della valle Caudina.

Ciò che cattura l’attenzione sono i meravigliosi crateri che Il museo ospita, vasi rinvenuti nelle tombe risalenti al V e IV secolo a.C. oltre ai numerosi corredi funerari esposti.

I crateri
Rosso immaginario

Molto divertenti e simpatiche sono le didascalie colorate dedicate ai più piccoli, che attirano sicuramente la loro attenzione.

Continuando la nostra visita all’interno del museo arrivammo alla mostra ‘‘rosso immaginario’’, una splendida installazione multimediale che racconta dei crateri rinvenuti a Montesarchio.

La mostra ‘‘rosso immaginario’’ viene svolta nelle celle del carcere borbonico del castello, entrando nella prima cella, uno spazio piccolo e intimo, troviamo una parete di vetro oltre il quale sono collocati più crateri. Poi arriva la sorpresa, i vasi prendono vita e una voce narrante ci porta a rivivere la mitologia greca, facendoci immergere nei sentimenti e nelle emozioni delle divinità greche!

Le installazioni raccontano i vasi, raccontano le immagini su di essi raffigurate, dandogli vita, catapultando lo spettatore nelle storie dei singoli crateri, che prendono vita in proiezioni di immagini animate, che ti catturano e ti catapultano nella narrazione!

In serata, nonostante l’ora tarda, decidemmo di fare un giro nel centro storico. Giungemmo nella piazza principale, Piazza Umberto I, dove è situata la fontana dell’Ercole, in stile barocco, dove appunto emerge la figura di Ercole guerriero. Passeggiando per le stradine tranquille del centro giungemmo alla Chiesa di San Francesco, con la sua porta di legno intarsiata con le scene di vita di san Francesco, la cui facciata è attribuita a Luigi Vanvitelli. Accanto alla chiesa sorge il Convento di San Francesco, oggi sede del Comune di Montesarchio.

La fontana dell'Ercole
La chiesa di San Francesco
Il convento

Ci spingemmo poi a percorrere le stradine silenziose e isolate fino a giungere ad una scalinata di larghi gradini, che ci avrebbe portato nella parte più alta e suggestiva della città.

Di fronte alla lunga e larga scalinata, con la consapevolezza che troppe cose ci saremmo persi, decidemmo di rincasare, ma con la promessa di ritornare a goderci pienamente quel borgo ricco e silenzioso in una splendida e lunga giornata.

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