Borghi

Taurano, capitale estiva di danze e cultura

Abbazia di Sant'Angelo (foto fornita da Tommaso Buonfiglio)

Trascorrere le vacanze estive a casa, lontani dalle gettonate capitali europee o dalle nevrotiche spiagge di Ferragosto non è poi un dramma! A volte non è necessario allontanarsi tanto, ci sono luoghi vicini, spesso insospettabili che possono sorprenderci per angoli dal fascino ancora sconosciuto. Il territorio campano, ma in generale l’entroterra della nostra bella Italia, offre ad agosto un calendario ricco di serate magiche. Si può optare per escursioni notturne i cui passi sono illuminati dalla luna, concerti, sagre con ottimi percorsi enogastronomici, festival di danze popolari… Insomma, si ha solo l’imbarazzo della scelta, che in questo caso ci ha portato a Taurano. Le ragioni che ci hanno condotto a questa scelta sono state essenzialmente due: la prima è perché si tratta di un borgo dell’Irpinia quindi, garanzia di bellezza; la seconda è perché Taurano ogni anno ospita il Festival Internazionale del Folklore. Aggiungo un ulteriore motivo, scoperto solo dopo la visita di questo borgo: si tratta di alcuni murales che rianimano i vicoli con i loro colori e tematiche.

TAURANO

Taurano, antico come l’età del bronzo, è un piccolo paese della Bassa Irpinia disteso lungo il monte Pietra Maula, sempre lì, in quiete, a contemplare un panorama ricco di vegetazione dove con lo sguardo si può arrivare fino ad abbracciare il suolo napoletano. È circondato da un territorio generoso dove tutti i sensi vengono appagati con la natura che cambia colore ad ogni stagione ed è sempre uno spettacolo per gli occhi, il fruscio del vento tra gli alberi, l’odore intenso delle erbe selvatiche, la frescura dell’estate, il gusto raffinato dei suoi frutti. Questa terra è caratterizzata dalla presenza di querceti, uliveti e noccioleti; è segnata da una cultura agricola antichissima e, grazie alle mani sapienti dei suoi abitanti, Taurano è una delle capitali italiane della nocciola. Si tratta della nocciola Mortarella, di ottime qualità, la cui coltivazione ne ha fatto un prodotto di eccellenza nella tradizione culinaria dell’Irpinia.

Per quanto riguarda il centro abitato, il borgo non è molto grande, è raccolto ma non privo di fascino. Anzi, è proprio quell’atmosfera intima che lo rende incantevole. Oltre ai suggestivi vicoletti, Taurano è patrimonio di chiese meravigliose dall’architettura semplice e raffinata dove è possibile ammirare all’interno opere d’arte come le tele di Angelo Mozzillo (1736 –1806) nella Chiesa del Rosario (fine XVI secolo) oppure l’altare ligneo della Chiesa di San Giovanni del Palco (XIII secolo) e; all’esterno scorci mozzafiato come quelli unici dall’Abbazia di Sant’Angelo risalente al 1087 (vedi immagine di copertina, fornita da Tommaso Buonfiglio).

Altare ligneo della Chiesa di San Giovanni del Palco (foto fornita da Tommaso Buonfiglio)
Altare ligneo della Chiesa di San Giovanni del Palco (foto fornita da Tommaso Buonfiglio)
Convento di San Giovanni del Palco (foto fornita da Tommaso Buonfiglio)
Convento di San Giovanni del Palco (foto fornita da Tommaso Buonfiglio)

FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FOLKLORE

Taurano, nonostante sia un piccolo borgo, protetto e isolato per la sua posizione di difesa sui rilievi della Campania, ha una meravigliosa tradizione di accoglienzaTaurano, infatti, ospita dal 1996 il Festival internazionale del Folklore organizzato dalla Pro Loco del paese con la collaborazione del Gruppo Folk Laccio di Amore. Il Festival si tiene durante la prima settimana di agosto, giorni in cui Taurano si accende con i colori dei numerosi gruppi internazionali, la tradizione locale si mescola alle culture di paesi lontani, ed è tutta una festa di sorrisi e allegria, senza frontiere! Le danze, i costumi variopinti e le musiche dei gruppi partecipanti ti avvolgono e ti travolgono. La danza è l’essenza di un popolo, possiede quel ritmo antico che accomuna tutte le culture per propiziare un raccolto generoso, per onorare una cerimonia religiosa, per allontanare spiriti cattivi…

L’edizione del 2019 ha accolto con entusiasmo i gruppi musicali e di danza popolare di Argentina, Cile, Costa d’Avorio, Perù, Polinesia, Kamtchatka e l’immancabile compagnia di Taurano, sempre in giro per il mondo per far conoscere le proprie tradizioni. I vari gruppi dopo la sfilata inaugurale, sulle scale della villa comunale dove le luci hanno creato una magnifica scenografia, si sono esibiti a turno mostrando la bellezza dei loro movimenti. La musica ci ha rapiti e non importava se si trattasse di quella tribale della Polinesia o quella cortese della tarantella nostrana.

Gruppi del Folklore
Gruppi del Folklore
Foto ricordo con le gentili donne della Polinesia
Foto ricordo con le gentili donne della Polinesia

TAURANO E L’ARTE DEI MURALES

Taurano si sta trasformando in un museo a cielo aperto grazie ai murales lungo i caratteristici portici del paese. Si tratta del progetto “Portici d’Autore”, iniziativa artistica nata nel 2012 che ha l’intento, oltre a quello di riqualificare e valorizzare il borgo spento dal tempo, di testimoniare le epoche trascorse di questo antico borgo: un modo per conservare la memoria storica di Taurano. Il murales che più mi ha colpito è il “Sogno Americano” di Franco Mora. L’artista ha affrontato il tema dell’emigrazione che ha coinvolto i cittadini tauranesi (e non solo) nei primi anni del Novecento. Al centro del murales c’è un veliero fantastico che traghetta gli abitanti del paese verso una nuova vita: di fronte ad un futuro dove l’unica certezza era una vita dura, segnata dalla fatica nei campi che non sempre riusciva a sfamare la comunità, la gente lasciava con amarezza la propria terra per l’America con la speranza di un futuro migliore.

Portici d'Autore
Portici e murales (foto fornita da Tommaso Buonfiglio)
La contadina (foto fornita da Tommaso Buonfiglio)
La contadina (foto fornita da Tommaso Buonfiglio)
Dettagli dei portici (foto fornita da Tommaso Buonfiglio)
Dettagli dei portici (foto fornita da Tommaso Buonfiglio)
Portici d'Autore (foto fornita da Tommaso Buonfiglio)
Portici d'Autore (foto fornita da Tommaso Buonfiglio)

Andare alla scoperta di borghi e sentieri, e di tutte quelle bellezze del nostro territorio cadute nell’oblio, è una passione che coltivo da tempo, oggi trasformata in qualcosa di vitale per il richiamo di teneri ricordi e per l’occasione di nuovi incontri. Ma è una passione che si è fatta ancora più bella e profonda grazie all’allegra compagnia dei Borgonauti, uniti dal desiderio di conoscere l’anima dei borghi consumati dal tempo e dalla speranza di vederli un giorno rianimati dalla freschezza di future generazioni. Oggi l’America del murales è la città, il caos, i luoghi affollati, i bar, il degrado, tutto a portata di mano…Il sogno dei Borgonauti è quello di vedere quel veliero fare rotta verso i borghi, traghettare le persone verso luoghi dimenticati che hanno bisogno solo di essere abitati.

Il "Sogno americano"
Il "Sogno americano"

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